fosso del canalone

Siamo nella valle del Turano, molto vicino ai Balzi di Grotti. Anche qui affiora il conglomerato dei Balzi, roccia particolarmente adatta alla genesi di forre. In fondo ad una valle boscosa il Fosso del Canalone trova le condizioni giuste per scavare uno stretto meandro che, a tratti, ha caratteristiche ipogee. Piccole cascate e vasche profonde si susseguono a ritmo serrato. Il Canalone, quindi, confluisce nel canyon del Rio Secco, dove troviamo ancora cascate, vasche, concrezioni e meandri.

 

Il Fosso del Canalone è pertanto il ramo sinistro orografico del Rio Secco. Rispetto al ramo destro risulta meno ripido, più inforrato e più acquatico.

 

 

 

 

 

 

Scheda riassuntiva

Centro urbano più vicino Magnalardo
Quota Ingresso alveo 550 m
Quota uscita alveo 420 m
Sviluppo 1 km
Verticale massima 17 m
Numero calate 14
Roccia conglomerato
Difficoltà 4
Navetta 42.3175083N 12.9081306E
Esplorazione

del 4 novembre 2003

Andrea Pucci, Michele Angileri

Parcheggio 42.3136861N 12.9157139E
Ingresso alveo 42.3135583N 12.9252167E
Uscita alveo 42.3180333N 12.9161222E
Tempi: accesso 30 minuti
Tempi: discesa 3 ore
Tempi: ritorno senza navetta 45 minuti

Accesso

Il punto di parcheggio è situato all’inizio di una sterrata che si stacca dalla strada che sale a Magnalardo dalla valle del Turano. Si percome la sterrata fino al waypoint 42.3132778N 12.9227167E. Qui la si lascia e si scende lungo la linea di cresta per 25-30 m di dislivello attraverso una zona soggetta al taglio di bosco, Si obliqua quindi a destra, scendendo leggermente, fino a intercettare una traccia di sentiero a mezza costa che si dirige verso monte. La traccia conduce al greto del Canalone, sull’orlo della prima cascata.

 

 

 

 

Discesa

  • c3 albero. Il torrente e incassato tra sponde basse. Vi sono numerose piccole pozze.
  • c2 albero avanzato dx. Improvvisamente il torrente si getta in una forra stretta e semibuia. In alto c’è un masso incastrato tra le pareti
  • c5VV albero alto arretrato dx
  • d4. TV. V. TAV
  • c2 spit dx
  • c3 spit sx. T2V.
  • c7V spit sx. T4V.
  • c4 spit sx Confluenza con il Rio Secco. V.
  • c3 da chiodare. Con un T6V si scende dentro una sorta di grottone, dalle caratteristiche ipogee. Segue un corridoio le cul pareti sono riccamente concrezionate, perché dalle pareti cola acqua sorgiva. 
  • d1V. La forra si apre. Un sentiero attraversa il torrente. Si cammina per un po’
  • c3. albero arretrato. Il torrente si inforra di nuovo
  • c2 albero alto sx. V.
  • d2V. tuffo. VV.
  • T5. albero arretrato dx: è un toboga stretto tra le pareti. d2v. La forra si apre. Un sentiero attraversa il torrente. Si cammina per un po V.. iI torrente si inforra di nuovo.
  • d1. d2V. d1V.. V. si giunge cosi alla cascata finale, una c17 divisa in due da un’ampia marmitta pensile.
  • c4V + c10. Può essere discesa in tira unico ancorando a corda a uno spit dx + cordino lungo (corda 17 mj. Alcuni anni la vasca pensile é profonda e la c4 é superabile in tutto, mentre in altri anni la vasca può riempirsi di ghiaia. La c10 pub essere armata su 2 spit situati in alto, sull’orlo anteriore della vasca.
    Alla base della cascata il torrente prosegue informato per un brevissima tratto, quindi si apre definitivamente

Ritorno

Per raggiungere l’auto di navetta si prosegue fungo il torrente, aggirando un paio di briglie. Tenendosi sul lato sinistro orografico si incontra una vecchia carrareccia che, in pochi minuti attraversa torrente e conduce alla strada di fondovalle del Turano.Se non si possiede auto di navetta si proceda così: non appena la forra si apre definitivamente, si lasci il torrente e si salga il ripido bosco sul lato sinistro orografico obliquando a destra, dirigendosi verso la strada per Magnalardo (42.3172389N 12.9137472). Una volt a a basta percorrerla in salita, fino al punto di parcheggio.

Stagionalità

Il torrente va percorso in condizioni di scorrimento idrico, perché altrimenti le sue numerose vasche profonde diventano stagnanti e non è placevole attraversarle a nuoto. Lo scorrimento inizia dopo le abbondanti plogge autunnali e si mantiene normalmente fino a fine maggio. Prolungati periodi secchi possono far cessare lo scorrimento anche in inverno.


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