(Tentata) traversata del Conero

Oggi (ieri per chi legge) ho in programma di effettuare la traversata della Costiera del Conero, ma le previsioni non sono buone, il meteo dà onde alte fino a 50 cm e pioggerella a partire dalla mezza. Arriviamo a Portonovo e già la situazione non appare buona, il vento spira da nord creando bavette sul mare, sarà forza 3, ed il mare ha parecchia risacca.

Iniziamo a percorrere a piedi la costiera verso sud, la costa gira verso est, e la situazione pare migliorare, il vento da nord viene parzialmente schermato, se il mare è così si può fare. Proseguiamo ancora a piedi fino a raggiungere il primo tratto invalicabile a piedi, il muro nord della spiaggia dei Forni, a quel punto per proseguire devo iniziare a nuotare. 

Pierluigi mi indica un punto, a meno di un chilometro di distanza, verso il quale dovrei nuotare per superare anche il secondo invalicabile, è una immensa frana tra le pareti strapiombanti del Conero. Ho parecchi dubbi sulla riuscita, il mare ha parecchio moto ondoso e sbavetta anche a largo, ma soprattutto la corrente spinge verso sud, cioè verso la scogliera.

Ciò comporta di non poter nuotare sottocosta per il rischio di venire spinti verso le rocce, ma di dovermi allontanare a largo. Mi allontano perciò a nuoto 200/300 metri dalla costa per poter valutare meglio se l’arrivo ha un approdo comodo su spiaggia o è costituito da rocce e scogli, ma il punto è lontano, e difficilmente valutabile, per via del moto ondoso che copre la visuale, ma soprattutto il problema maggiore è la corrente che spinge forte, verso le rocce, tanto da non poter controllare il punto di approdo.

Decido che non vale la pena rischiare, che la traversata deve essere un’esperienza piacevole e non un patema d’animo e perciò desisto e ritorno a riva. Mezz’ora dopo, ripercorrendo a ritroso la costa, notiamo che la corrente marina tende a diminuire, la termica di cui ci parlava un canoista è veramente arrivata, ne faremo tesoro per il prossimo tentativo.