Giro del Vorracchio

Domenica abbiamo effettuato un anello di sci da fondo escursionistico, di 22Km e 650metri di dislivello.

Partiti da Camerata Nuova, abbiamo risalito a piedi la sterrata che sale verso Camposecco, all’altezza del ponticello poco prima del sentiero per Camerata Vecchia, abbiamo messo gli sci, prendendo la sterrata per la Cesa Cotta, abbiamo quindi risalito il fosso del Vorracchio prima, ed il Vallone della Lepre poi, per sbucare ai Tre Confini, e prendere l’agognata discesa per le Coste del Vallone e Camposecco, per raggiungere infine nuovamente Camerata Nuova.

La mappa dell’itinerario:


Visualizzazione ingrandita della mappa

Giro di Monte Pelato

Ieri sono partito da Campaegli con gli sci da fondo con l’idea di fare il classico anello, risalendo il Vallone della Lepre per sbucare ai tre Confini, per continuare poi verso Campobuffone, abbandonando il percorso poco prima di sbucare sulla piana, in favore della mulattiera che ridiscende a Campaegli.

Iniziando a salire il vallone della Lepre, mi è venuta invece l’idea di abbandonare il vallone per seguire un sentiero sulla sinistra bollato di recente bianco e rosso. A mio avviso, un ragazzo che vedemmo sbucare a metà delle coste del Vallone, qualche settimana fa, proveniva proprio da questo sentiero.

Ed infatti era proprio così. La variante è risultata molto più semplice da percorrere; il vallone della Lepre, nel suo tratto finale, è una bella impettata, qui invece la pendenza in salita si mantiene sempre lieve.

Una piacevole sorpresa è stato poi il canalone in discesa che confluisce con le Coste del Vallone; proprio perchè l’ho aperto a vista, scenderlo con gli sci è stato particolarmente emozionante (peccato che non sia riuscito a documentare la discesa completa con la videocamera, perché è rimasta involontariamente spenta).

Tre ore piacevolmente passate, nonostante abbia avuto qualche tentennamento a partire da casa, perchè non amo la solitudine, ma una volta in gioco, i dubbi si sono sciolti.

Traversata con gli sci da fondo da Camporotondo a Campo Staffi, e ritorno

Esattamente un anno fa ho aperto questo blog con la relazione di un’uscita sugli sci da fondo sui Simbruini.
Ad un anno di distanza, festeggio il primo anno, riproponendo lo stesso itinerario di allora.

L’ambiente questa volta è straordinario, ha nevicato tutta la notte, e lo spettacolo che ci si presenta davanti agli occhi è fuori del comune.

La neve, tanta, arriva a lambire i rami degli alberi; ed i faggi sono così carichi di neve, che i rami si piegano a toccare il suolo. Si ha quasi difficoltà ad aprirsi il passaggio, ma la gratificazione è tale che il piccolo impegno aggiuntivo che si ha nel procedere, è presto ripagato.
L’unico inconveniente è che la neve scrollata dai rami, cadendomi addosso, fin dentro la giacca, alla lunga mi bagna; ma il segreto è non fermarsi mai per non far raffreddare il bagnato.

L’esperimento della macchinetta fotografica portata addosso prosegue, con una miglioria, ecco il risultato.

Questo è l’itinerario che abbiamo seguito.


Visualizzazione ingrandita della mappa

Per quasi tutto l’itinerario abbiamo dovuto battere traccia, solo nei pressi di Campo Staffi abbiamo trovato le orme di un ciaspolaro solitario.